Da visitare nelle frazioni di Riolunato.

Castello
Castello deve il suo nome all’antica Rocca dei Montegarullo detta anche Castello dei Pelosi che, secondo la tradizione, era la preferita dal condottiero medievale Obizzo, ucciso nel capoluogo di Riolunato nel 1571.
Con la sconfitta di Obizzo, il Castello dei Pelosi perse via via d’importanza e Riolunato affermò la propria supremazia.
Nell’area dell’antica rocca medioevale si possono ammirare:

– la quattrocentesca chiesa di San Martino, costruita sulle rovine del castello come detto appartenuto un tempo ai Montegarullo e menzionato anche come “de’ Pelosi”;
– il campanile, situato nei pressi della chiesa, è ricavato dall’antico torrione della roccaforte medioevale e reca sull’architrave in arenaria scolpita del portale dei bassorilievi di ispirazione romanica;
– il rinascimentale Palazzo, che mostra esternamente e internamente interessanti motivi architettonici e con alcune delle sue pareti interne ricoperte da incantevoli affreschi.
Sulla strada principale nella parte centrale dell’abitato di Castello troviamo il settecentesco Oratorio di San Rocco, al momento in corso di ristrutturazione.
Superato il centro della frazione di Castello, in corrispondenza di una curva a sinistra rispetto alla strada principale, si prosegue diritto su via Madonna del Caio e dopo poche decine di metri si arriva all’omonimo  Oratorio. Circa l’origine della denominazione di questo Oratorio , la tradizione vuole che derivi dal nome di una famiglia Cagli o Caglio, con riferimento al caglio usato nella produzione del formaggio oppure, secondo altra interpretazione, traente origine dal quadro raffigurante la Madonna con in braccio il bambino, quadro posto all’interno dell’oratorio. L’Oratorio è noto per un ciclo di affreschi datati 1516 che coprono sia la volta a botte che il pannello di fondo, dove sono rispettivamente raffugurati Dio Padre tra gli Evangelisti e la Madonna in trono con il Bambino e i Santi Martino e Lorenzo. Questi dipinti sono tra le più raffinate opere rinascimentali dell’Appennino modenese e sono dovuti ad un artista classicheggiante, forse romagnolo. L’esterno dell’edificio si presenta con facciata a capanna con un portale triplico, affiancato da una coppia di finestrini.
Serpiano
L’antico borgo possiede case a corte chiusa di origine quattro-cinquecentesca. Posto sulla settecentesca Via Giardini (attuale Strada Statale 12), dall’alto dei suoi mille metri e oltre di altitudine, da questo paese, il cui toponimo ha radici romane, si gode di una splendida vista panoramica sull’intera vallata di Riolunato sino al Monte Cimone. L’interessantissimo e pieno di atmosfera borgo antico, sottostante all’attuale strada statale, ha numerosi scorci di origine quattrocentesca e rinascimentale. Esso è attraversato dalla vecchia strada, percorribile in parte solo a piedi, che lo collega a Castellino di Brocco e alla Rocchicciola.

A Serpiano possiamo ammirare:
– la chiesa di San Lorenzo, costruita a partire dal 1545 in sostituzione di un’altra chiesa menzionata in un documento del 1193, sempre dedicata a San Lorenzo e in seguito andata distrutta. Al suo interno sono custodite diverse opere d’arte, fra le quali un coro intarsiato del 1790 e un organo della seconda metà del Seicento attribuito al bolognese Giovanni Battista Giacobazzi, allievo del famoso organaro Giovanni Paolo Colonna. Questo organo, recentemente restaurato e qui trasferito dalla chiesa di San Pancrazio della Rocchicciola, è il più piccolo della provincia di Modena e uno dei più antichi della montagna. Il campanile fu eretto nel 1671.

Castellino di Brocco
Questo suggestivo e storico paese, arroccato e sparso su un ripido pendio, fu in passato centro o importante parte costituente di una delle principali comunità della zona, quella di Brocco, che comprendeva anche Serpiano, la Rocchicciola e Barigazzo. Da esso si gode di una vista completa sul territorio del comune di Riolunato e non solo, dalla vallata del fiume Scoltenna nel medio e alto Frignano, al Monte Cimone e al crinale appenninico confinante con la Toscana.
In esso si possono ammirare:
– la chiesa di San Geminiano, di impianto cinquecentesco ed eretta in sostituzione di una chiesa più antica, sempre dedicata a San Geminiano e colpita da una lavina;
– la casa di Lorenzo Gigli, il celebre storico frignanese che vi nacque nel 1685 e morì nel 1756, e dove  scrisse gran parte delle sue opere.
Da Castellino proseguendo per la vecchia strada, percorribile in parte solo a piedi, è possibile raggiungere Serpiano e la Rocchicciola.

Groppo
In questo radioso paese, posto nel versante solatio della valle di Riolunato, si possono ammirare:
– La chiesa di San Pietro, con la struttura centrale dell’edificio datata 1621, la fonte battesimale in arenaria della fine del ‘ 400 e un pulpito in legno intagliato della metà del ‘500;
– il campanile, situato nei pressi della chiesa, reca sull’architrave scolpito del portone una scritta che menziona lo scomparso storico paese di Flaminiatico, sede di una delle principali comunità della zona e distrutto nel ‘400 da eventi bellici o naturali.

Nell’ottobre del 2009, proprio nella frazione di Groppo, è stata inaugurata la nuova Chiesa dedicata a Santa Francesca Saverio Cabrini patrona degli emigranti.
L’edificio simboleggia un “sepolcro” che, attraverso la resurrezione, (rappresentata simbolicamente dalla piramide ottagonale) viene infranto. L’onnipotenza divina quindi spezza la copertura della chiesa. La simbologia dell’ottagono è stata sempre utilizzata per richiamare “l’ottavo giorno”, il giorno della resurrezione.